Ma dove vai a Shanghai se l’app cinese non ce l’hai?


Laowai (stranieri) sempre piu’ allo sbando in Cina dove tutto ormai funziona via app che sono solo in cinese; eppure sarebbe naturale imparare la lingua del posto almeno quanto basta dopo anni di vita a Shanghai, Pechino o chissa’ dove… 

 

Qualche mese fa Uber Cina (in cinese UBER si chiama YOUBU 优步, tanto per dire…) e’ stato acquistato da Didi Dache. E’ stata la conclusione di una battaglia durata qualche anno e che ha comportato uno spargimento di denari immane per il controllo del mercato delle app-mobilita’ (taxi & c) in Cina.

Per la stragrande maggioranza degli expat e’ stata un’autentica disgrazia perche’ si e’ passati da un sistema internazionale in lingua inglese facilmente utilizzabile a un sistema in lingua cinese che ai loro occhi appare come un crittograma indecifrabile…

Da una parte la miopia di Didi Dache che con Uber versione cinese ha tagliato fuori una buona fetta di utenti (ma tanto il numero di utenti cinesi compensa sempre), dall’altra la impermeabilita’ ormai cronica degli expat ad ogni carattere della lingua cinese hanno fatto salire di contrasto le vendite di scarpe, bici e moto elettriche per quelli che non si sono adattati al cambiamento.

 

 

Per settimane c’e’ stato un piagnisteo di expat sui social (diciamo Facebook unicamente perche’ e’ l’unico che usano in Cina grazie al VPN) lamentando la solita mentalita’ di chiusura cinese verso le esigenze di internazionalita’ di expat e turisti.

Ok, sara’ anche vero, ma c’e’ una cosa da dire per quelli che vivono in Cina da diversi anni: ma imparare due parole di cinese abbastanza da poter usare una app o altro no?

Ormai in Cina tutto funziona, succede, si realizza online: i vari siti delle istituzioni cinesi sono sempre aggiornati con tutte le info che servono, se vai li di persona e chiedi ti rispondono sorpresi che e’ tutto online e di guardare li… le app delle banche ti permettono di fare la maggior parte delle operazioni senza andare allo sportello, puoi pagare anche le caramelle al 24h con Wechat o Alipay, i taxi liberi sono sempre piu’ rari perche’ li devi prendere usando l‘app Didi Dache appunto, per non dire degli acquisti, si compra tutto online, su Taobao trovi anche le cose piu’ insignificanti che non troveresti in nessun negozio manco a cercarle per anni, puoi spedire con meno di un euro pacchi e plichi con i kuaidi chiamandoli appunto con le loro app., ora si sono aggiunte le app per il bike-sharing, e da tutto questo la stragrande maggioranza degli expat e’ drammaticamente tagliata fuori!

Ora, capisco quelli che sono arrivati da poco, i turisti o chi proprio per le lingue e’ negato di suo, ma per quelli che sono qui da qualche anno ormai, o da lustri interi, non vi sentite un po’ stufi di vivere in maniera analogica?

Per tanti cinesi gli expat sono persone bizzarre, dalle fogge strane, nasi lunghi e sgarruppati, esclusi da quello che succede intorno e che vivono in un posto chiamato Laowailand, dove il broken English (allocuzione inventata dal Carlo Principe di Galles e marito di Camilla) e’ l’abbecedario dominante.

Qualche mese fa la Cina ha lanciato la ridicola classificazione dei visti di lavoro per laowai in A, B, C (per la D ci stanno pensando…) in base alla rilevanza del CV dell’espatriato, per cui avremo un expat A che sa di nanotecnologie ma non parla una parola di cinese e non riesce a prendere un taxi ne’ a farsi una ricarica del telefono da solo, e uno C che invece lavora come semplice sub-manager o pizzaiolo che pero’ si destreggia bene col mandarino parlato e magari anche scritto.

Anziche’ favorire gli expat piu’ integrati si premia sempre di piu’ chi sta chiuso in una riserva, ma forse e’ questo il punto…

Tornando alla questione iniziale, perche’ gli stranieri fanno cosi’ fatica a imparare il cinese?

Tanti motivi, uno e’ che sicuramente perche’ e’ difficile, almeno quanto lo sarebbe l’arabo o l’hindi o il giapponese che non hanno legami troppo evidenti con le lingue europee, un altro e’ riconducibile essenzialmente a mancanza di tempo, ma spesso e’ per pura pigrizia, il che non e’ disonore, ma almeno non si vada in giro a dire che e’ impossibile impararlo… E i cinesi che in Italia imparano anche l’italiano o a volte anche i nostri dialetti cosa sono dei fenomeni???

Tentare almeno di imparare il cinese e’ una cosa che si puo’ fare, se non altro per i vantaggi che offre:

  • pensare in una lingua totalmente aliena previene l’alzheimer
  • in cinese ogni parola va imparata perche’ non ci sono i “falsi amici” ad aiutare, per cui se gia’ stai cannando di brutto usando “eventually” in inglese col significato di “eventualmente” quando invece indica “alla fine, poi”, in mandarino non riesci proprio a dirlo se non lo sai
  • la tua mente si allena ad evitare scorciatoie: ragionare in cinese mette ordine ai neuroni e collega memoria visiva a quella cognitiva (ecco perche’ i cinesi hanno memoria visiva piu’ sviluppata, almeno questa…)
  • e’ antidepressivo, e’ provato che cercare di mandare a memoria i caratteri occupa troppo il sistema nervoso per pensare ad altro
  • e’ divertente e da’ una soddisfazione incredibile, specie quando ti fai capire da un tassista o dal fruttivendolo sotto casa
  • puoi seguire un corso in cinese sui massaggi, vedere un film in lingua originale, leggere un giornale o un articolo su Tiaotou, chiamare al telefono Fan Bingbing per farle gli auguri, etc, etc, etc…
  • impari a non fidarti piu’ delle notizie sulla Cina in inglese o in italiano e capisci che sono superficiali e stereotipate
  • i tuoi amici cinesi ti guarderanno con aria di curiosita’, ammirazione per un secondo seguita da una profonda compassione per i tuoi sforzi, poi continueranno a parlarti in inglese se proprio nu’-je-a-ffa’…

Oltre a questo, dopo anni passati in Cina quando torni al tuo paese ti chiedono sicuramente se hai imparato il cinese, aspettandosi che tu li stupisca parlando coi sottotitoli, invece che cosa dici che non non ne hai avuto tempo (o voglia)? Peggio ancora, se nel tuo CV formato europeo ben ordinato metti che hai vissuto in Cina per qualche anno e che il tuo cinese e’ a livello “elementare” (cosa vuol dire, gia’ un bambino di 4 anni lo parla in maniera complessa) o addirittura “intuitivo” (tanto per dire “abbiate pieta’, non lo so”) cosa pensera’ quella dell’HR che ti fa il colloquio?

Ora qualcuno dira’ che la butto sul razzista, ma i neri, quelli africani intendo che vivono in Cina vi siete mai chiesti come mai parlano tutti cinese e bene anche? Loro il cinese lo studiano davvero, almeno all’arrivo. Tanti seguono corsi universitari appena dopo un anno di studio del cinese in Cina, e se non lo sanno se ne tornano a casa e niente laurea! E poi frequentano cinesi-cinesi, non “banana” (senza offesa, ma e’ come i cinesi chiamano i cinesi che hanno vissuto all’estero o sono piu’ vicini alla cultura occidentale: gialli fuori, bianchi dentro).

Perche’ l’unico modo per imparare il cinese e’ 1) studiarlo, ma soprattutto 2) frequentare i cinesi e parlare la loro lingua, dimenticando completamente il dannato inglese, che spesso piu’ che “broken” e’ proprio “wrecked”…

Con un po’ di impegno sul cinese si possono usare le seguenti app che ti semplificano la vita nella Terra di Mezzo:

  1. Dianping.com, recensioni di ristoranti, coupon, sconti, offerte, promo di ogni tipo
  2. Uber, appunto…
  3. Didi dache, prenotazione taxi
  4. Alipay, sistema di pagamento online tipo Paypal, usatissimo, puoi caricare facilmente il tuo credito telefonico, pagare bollette, etc
  5. QQ.com, sistema chat e email che permette di inviare file anche pesantissimi in Cina, puoi registrarti una tua email cinese, ne vale la pena
  6. la app della tua banca da cui puoi fare operazioni anziche file interminabili allo sportello
  7. Taobao.com, tmall.com, jd.com, etc, marketplace usatissimi dove trovi di tutto, Amazon al confronto e’ un giocattolo rotto
  8. Ctrip.com, piattaforma viaggi e prenotazioni hotel, voli, treni, etc a dire il vero questo e’ anche in inglese ma in cinese da’ risultati piu’ precisi…
  9. Qunar.com, come sopra
  10. Pleco, dizionario cinese-inglese-cinese, puoi scrivere i caratteri a mano, usare flash card, ti da la pronuncia in audio e un sacco di altre funzioni
  11. Bike-sharing, ormai in ogni citta’

Quindi coraggio, trova la forza di impararla un po’ questa lingua di disegnetti che ne vale la pena, ci sono un sacco di corsi e scuole private, cerca online o chiedi riferimento a chi ha fatto esperienza su questo, segui un corso all’universita’ se hai tempo la mattina, oppure prendi un insegnante privato, ma qui la percentuale di abbandono e’ altissima perche’ richiede una disciplina di ferro per non mollare tutto e iniziare a diluire le lezioni, e allora va tutto a rotoli…

 

 

 

Leave a Comment