Trip a Chongming Island


Grande tre volte Malta, e’ la terza isola piu’ grande della Cina dopo Taiwan e Hainan e sta a un’oretta di strada da Shanghai. E’ Chongming Dao (dao 岛 =isola), fino a qualche anno fa (3) per arrivarci bisognava saltare in un ferry, poi e’ stata collegata alla terraferma da due tunnel e un ponte in mezzo che contano complessivamente per 25 km di lunghezza.

tunnel to chongming dao

La strada che ci porta a Chongming Dao una domenica tiepida e lattiginosa e’ deserta, tre corsie da usare a piacimento, e pensare che quando hanno aperto il ponte il primo giorno era intasato di auto con famiglie che volevano essere i primi a traversarlo. Si arriva sopra l’isola che quasi non ci si rende conto, il paesaggio non cambia granche’ rispetto a quello fatto per arrivare che e’ gia’ campagna, nel profondo nord di Pudong a ridosso dell’aeroporto. Le case che si vedono sono grandi, potenzialmente delle villette o ville addirittura, forse non troppo rifinite e tutte uguali con quel rivestimento di piastrelle che le fa sembrare dei gabinetti pubblici.

A dire la verita’ una volta a Hainan non e’ che si capisce tanto dove andare, meglio quindi informarsi prima, Lucy che ci accompagna ha preso contatto con un sedicente agente del posto che promette biglietti di ingresso e altri sconti se ci appoggiamo a lui. Cosi’ gli strappiamo piu’ informazioni possibili su dove andare e come nell’ipotesi di potere usare i suoi servizi.

Decidiamo di andare in direzione Qianwei village (前卫村), il villaggio-avanguardia, a nord-west dell’isola, a una ventina di km dal nostro punto di “sbarco”.

villa piastrellata tipica di chongming island

Dopo la tranquillita’ del paesaggio agreste quando si arriva in un posto turistico l’impatto e’ sempre forte, sono tutti in agitazione e i guardiani dei parcheggi ti fanno gesti concitati come se fosse rimasto l’unico posto macchina su tutta l’isola. Pullman impegnati in manove impossibili scartano tra gruppi di turisti locali in crinoline e cappelli di paglia, calzette basse e pantaloni riavvolti al ginocchio, ombrellini in pizzo da passeggio galleggiano nell’aria.

Che fare a Qianwei Cun? Si va a un Nongjiale 农家乐, in teoria la casa del contadino, in realta’ agriturismo parenti molto distanti di quelle italiane, praticamente dei ristorantini locali con annesso affittacamere, ovviamente intonacate con le immancabili piastrelle richard ginori. Non e’ facile scegliere un nongjiale perche’ da questo dipende la riuscita della giornata, ne scegli uno sbagliato ed e’ finita perche’ non c’e’ altro da fare, apparentemente. Dopo averne scartati una decina per vari motivi finiamo dentro uno che parrebbe anche decente con una veranda ma e’ questione di secondi e ci precede un gruppone vacanze da Nantong, il proprietario del nongjiale ci si butta a pesce e a noi non resta nemmeno un tavolo.

un nongjiale

Cambiamo, ne troviamo un altro appena abbandonato da un paio di grupponi, prendiamo un tavolo in veranda all’aperto, gli avanzi del pasto sono distribuiti tra il pavimento di cemento, i tavoli e perfino sopra le sedie, ma bastano due manate con lo straccio della cameriera che tira su il nylon usato come tovaglia e in due minuti e’ pronto come nuovo. C’e da dire che si mangia anche bene nel nostro nongjiale, pesce ovviamente ma anche altro, il personale non manca di iniziativa perche’ non avendo due piatti ordinati ce ne propina altri che secondo loro possono andare. Ci consola vedere che anche Lucy che e’ cinese ha problemi a farsi capire, noi decidiamo di impacchettare il nostro cinese imparato alle laoway e di goderci la scena, finche’ una cameriera le dice di un putonghua stentato di non capire quando parla cinese! Stessa cosa con un gruppetto di cinesi da Shanghai al tavolo dietro di noi, chiamano la cameriera per lamentarsi che il pesce e’ liang, freddo, la cameriera capisce che e’ liang, luminoso e risponde che lo sa ma hanno problemi con la luce (!????!?).

Arriva il conto e il proprietario che deve essere scappato da Zelig fa e rifa i conti ogni volta con un risultato diverso, poi abbandona quando facciamo notare che 2 piatti non erano quelli da noi ordinati. Da 170 il conto scende a 150 e poi a 130, poi ci guarda e fa ok datemi 100. Gli diamo cento, ma li guarda poco contento. Sei tu che hai detto 100 no? Sono un po’ pochi dice. Ok, allora lasciamo 130 e rimediamo un invito a una bottiglia di birra della staffa!

E ora? Ci sarebbe da visitare un parco ma dista a 5 km, ci si puo’ andare in auto ma prendendo i biglietti li dove siamo si paga 20% in meno. Ok, li prendiamo, solo che bisogna pagare li anche il deposito delle bici che pero’ si prenderanno al parco. Ok, quanto di deposito. La ragazza calcola per 5 minuti alla fine spara un 1.200 yuan di deposito per 4 bici. Sono Giant dice, roba buona. Obiettiamo che piu’ che un deposito sembra un’Opa per la Giant stessa, e chi ha 1.200 yuan in contanti da dare per un deposito? Niente paura dice, potete shuaka, strisciare la carta, e poi viene stornata. Ci guardiamo in faccia, e chi si fida di questi che gia’ hanno questa bizzarra organizzazione? Se succede qualcosa dobbiamo tornare a Chongming per sistemare con la finanziaria del posto. No niente, ma si contratta, alla fine dopo 20 minuti di serrate trarrative ne bastano 500 di deposito (bastarda!), ci lascia una ricevuta che poi rimborseranno dall’altra parte.
Ok, proviamo a fidarci, saltiamo in auto e andiamo verso il parco dove prendiamo le bici (giant modello base, ruote, pedali e freno, niente di piu’) avventurandoci nel parco. Bello e grande a dire il vero, con vialetti e soprattutto poco frequentato, si gira bene in bici. Non che sia proprio un parco parco, poco alla volta scopriamo essere un poco anche parco divertimenti con giostre e go-kart, trenino ambulante, area barbeque con tanto di ossa spolpate sul posto.

Giriamo per un’ora e mezza fino alla chiusura, ovviamente quando restituiamo le bici c’e’ qualche problema col deposito lasciato dall’altra parte, “ ma qui manca un timbro!” accenna la commessa… Risolviamo comunque ma qualcuno aveva gia’ preso in mano il cric in auto in caso di necessita’, intanto nel parcheggio scopriamo che qualche metro piu’ in la’ c’e stato un incidente che nemmeno su una statale italiana vedi spesso, un’audi uscendo dalla piazzola ha travolto e sradicato un albero di 10 metri andando a centrare una Buick che usciva dal suo parcheggio, velocita’ stimata non piu’ di 20 km/h! Tutti salvi comunque, ce ne torniamo a Shanghai!

 

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